Jet Lag Day
My first day had its usual “marathon” status. I left my hotel in Las Vegas at 9am on Friday, and finally got to my hotel room and a “real bed” on Saturday night around midnight. However, all things considered it was an excellent start for this trip. Even though my bags were delayed by about 3 hours, Mirko and his friend Ivano were happy to wait with me at the Marco Polo airport until they arrived. Neither of them speak much of any English, so it was a good warm up for my first “Italian Only” trip; we spent the time over caffe’ & conversation.

Mirko was incredibly generous with his time – giving up the whole day for me – picking me up from the airport, bringing me back to his place where I was able to meet his wife Erika and his 16mo old baby Matilde, taking me out to dinner at a wonderful “agri-turismo” ristorante and then driving me all the way to San Dona’ at the end of a very long day. Mirko lives in a fairly new housing plan with a lot of other young families, a central park, and balconies that all face one another in a way that will obviously lend towards a close knit community of neighbors.
We had many interesting conversations, and I also enjoyed getting to know Ivano who is like a brother to Mirko. Mirko paints houses for a living, and Evano is a graphic designer for clothes. Both young men are excellent ambassadors of the Italian culture rich in family values, hard work and friendly personalities. Having 5 children of my own, I was also very impressed with Erika’s love and patience she showed Matilde. She too will not doubt, continue in the tradition of the Italian “Mama” made famous throughout the world.
Naturally, I slept like a rock that first night.
Il Giorno di "Jet Lag"
Il mio primo giorno avuto la sua solita “maratona”. Ho lasciato il mio albergo in Las Vegas alle 9.00 di venerdi’, e’ finalmente sono arrivato alla mia camera e a “un vero letto” sabato notte verso mezzanotte. Comunque, considerato tutto, e’ stato un inizio eccellente per questo viaggio. Anche se i miei bagagli sono arrivati con un ritardo di quasi 3 ore, Mirko e il suo amico Ivano sono stati contenti di aspettare con me all’ areoporto Marco Polo e’ fino allora arrivo. Nessuno di loro parla molto l’inglese, cosi’ e’ stato un buon riscaldamento per il mio primo viaggio di “solo Italiano”; abbiamo passato il tempo al caffé’ in conversazione.
Mirko e’ stato incredibilmente generoso con il suo tempo – dandomi il suo intero giorno – prendendomi dall’ aeroporto, portandomi a casa sua dove ho potuto conoscere sua moglie Erika e la sua bambina di 16 mesi Matilde, portandomi fuori a cena in un meraviglioso ristorante “agriturismo” e puoi portandomi a San Dona’ di Piave alla fine di un giorno lunghissimo. Mirko abita nel quartiere quasi nuovo con molte altre giovani famiglie, un parco centrale, e terraze una difronte all’altra un modo che si crei aiuto di buon vicinato. Poiche’ sono curioso, ho chiesto anche a Mirko, Ivano, ed Erika dove abitano i loro genetori, e tutto dei loro genetori (e piu dei fratelli e sorelle) vivano probabilmente entro un raggio 3 miglie da loro, che permette ai nonni di vedere i nipoti quasi ogni giorno, e dando mutuo supporto e un vero “aiuto quotidiano” una semplice, normale, realta’ di vita. Questa e’ una grande parte della cultura che io admiro cosi’ tanto del’la Italia e gli Italiani.

Durante il giorno, abbiamo avuto molto conversazioni interessanti, e mi sono anche divertito nel conoscere Ivano che e’ come un fratello per Mirko. Mirko dipinge le case per lavoro, e Ivano e’ un grafico designer di abbigliamento. Entrambi giovani uomani sono eccellente ambasciatore della cultura Italiana ricca di valori familiari, lavoro duro, e personalita’ socievole. Avendo io stesso 5 figli, sono stato anche molto impressionato dall’amore di Erika & dalla patienza che lei ha mostrato per Matilde. Senza dubbio anche lei, continuera’ nella tradizione della “Mamma” Italiana, diventata famosa nell’ mondo.
Naturalmente, quella prima notte, ho dormito come un sasso